Quali sono i documenti da conservare per avere la detrazione sulla ristrutturazione?
- Metric Group

- 19 gen
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Chi effettua interventi di ristrutturazione edilizia può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali, tra cui il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni 2026. Tuttavia, l’accesso alla detrazione è subordinato alla corretta conservazione e, se richiesto, all’esibizione di una specifica documentazione che dimostri la natura degli interventi e l’effettivo sostenimento delle spese.
La mancata osservanza di questi obblighi può comportare la perdita del diritto alla detrazione e l’eventuale contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Vediamo quindi quali documenti conservare per ottenere e mantenere il Bonus ristrutturazione 2026.
Bonus ristrutturazione: le novità per il 2026
Con la Manovra di Bilancio 2026, il Bonus Ristrutturazioni è stato prorogato anche per l’anno in corso, mantenendo condizioni analoghe a quelle già previste nel 2025.
In particolare:
abitazione principaledetrazione pari al 50% delle spese sostenute,fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare
Per beneficiare dell’aliquota al 50% è necessario:
essere titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento;
che l’immobile sia adibito ad abitazione principale.
seconde case o immobili non adibiti a residenza principaledetrazione ridotta al 36%,con lo stesso limite di spesa di 96.000 euro.
È stata inoltre confermata anche la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (Bonus Mobili), pari al 50% su una spesa massima di 5.000 euro, purché l’arredo sia destinato a un immobile oggetto di ristrutturazione.
Documenti da conservare per la detrazione ristrutturazione
Oltre al corretto pagamento delle spese tramite bonifico parlante, per usufruire del Bonus ristrutturazione è indispensabile essere in possesso di una serie di documenti, da conservare ed esibire in caso di controlli fiscali.
Fatture e ricevute fiscali
Il primo documento essenziale è la fattura (o ricevuta fiscale) rilasciata dall’impresa o dal professionista che ha eseguito i lavori.
La fattura deve essere:
intestata al soggetto che beneficia della detrazione;
completa di:
descrizione dettagliata degli interventi effettuati;
importo corrisposto, con indicazione dell’IVA se applicabile;
codice fiscale o partita IVA del prestatore;
data di emissione.
Questa documentazione costituisce la prova principale delle spese sostenute.
Ricevuta del bonifico parlante
I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite strumenti tracciabili, in particolare tramite bonifico bancario o postale “parlante”.
Il bonifico deve contenere:
la causale del versamento, con riferimento alla normativa (ad esempio:“Pagamento lavori di ristrutturazione ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR”);
il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
il codice fiscale o la partita IVA del soggetto che riceve il pagamento.
La ricevuta del bonifico deve essere conservata insieme alla fattura.
Titoli abilitativi e autorizzazioni edilizie
A seconda del tipo di intervento, possono essere necessari specifici titoli edilizi. È quindi fondamentale conservare:
la CILA, SCIA o il permesso di costruire, se richiesti;
la richiesta di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito;
le ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta;
eventuali autorizzazioni condominiali per lavori su parti comuni;
l’autorizzazione scritta del proprietario, se i lavori sono eseguiti dal detentore dell’immobile;
concessioni, nulla osta o altri permessi previsti dalla normativa.
Se per l’intervento non è richiesto alcun titolo abilitativo, è necessario predisporre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che indichi:
la data di inizio lavori;
la tipologia di intervento;
il fatto che le opere rientrano tra quelle agevolabili.
Questa documentazione è essenziale per dimostrare la conformità urbanistica ed edilizia degli interventi.
Contratti e preventivi
Contratti e preventivi non sono sempre obbligatori, ma rappresentano una tutela importante in caso di controlli.
Consentono infatti di:
dimostrare la congruità dei costi sostenuti;
confrontare importi preventivati e fatturati;
chiarire la natura delle prestazioni eseguite.
Conservazione e archiviazione dei documenti
Tutta la documentazione relativa al Bonus ristrutturazione deve essere conservata per almeno 10 anni, periodo entro il quale l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli.
I documenti possono essere archiviati:
in formato cartaceo;
in formato digitale, purché leggibili e completi.
Buone pratiche consigliate:
creare una cartella dedicata per ogni intervento;
separare fatture, bonifici, permessi e certificazioni;
indicare chiaramente data e tipologia dei lavori;
scansionare i documenti cartacei per avere un backup digitale.
Documenti da conservare per lavori in condominio
Per interventi sulle parti comuni condominiali, occorre conservare anche:
la delibera assembleare che approva i lavori;
la tabella millesimale di ripartizione delle spese.
In alternativa, l’Agenzia delle Entrate consente di sostituire parte della documentazione con una dichiarazione dell’amministratore di condominio, nella quale vengono attestati:
il rispetto di tutti gli adempimenti previsti;
l’importo detraibile spettante al singolo condomino.






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