Ecobonus 2026: cosa rientra, come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo
- Metric Group

- 19 gen
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Il Bonus Casa 2026 comprende una serie di agevolazioni fiscali dedicate agli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici esistenti. Tra queste, l’Ecobonus 2026 rappresenta una delle misure principali, ormai strutturali nel sistema delle detrazioni edilizie italiane.
Confermato anche per il 2026, il bonus introduce regole più selettive rispetto al passato, con aliquote differenziate tra prima e seconda casa e l’eliminazione definitiva di sconto in fattura e cessione del credito. L’obiettivo rimane quello di ridurre i consumi energetici degli immobili, migliorare le prestazioni degli edifici e favorire l’uso di fonti rinnovabili.
Il Bonus Casa 2026 si applica alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Dal 2027 sono previste ulteriori riduzioni delle aliquote, rendendo il 2026 un anno strategico per intervenire.
Cos’è l’Ecobonus 2026 e come funziona
L’Ecobonus 2026 è una detrazione fiscale IRPEF (o IRES per le imprese) che consente di recuperare parte delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico.
Il beneficio viene recuperato tramite la dichiarazione dei redditi, in 10 rate annuali di pari importo, che riducono direttamente l’imposta dovuta ogni anno.
Dal 2026:
non è più possibile utilizzare lo sconto in fattura;
non è più ammessa la cessione del credito (salvo future eccezioni normative).
La detrazione diretta diventa quindi l’unica modalità ordinaria per usufruire del Bonus Casa 2026 legato all’efficienza energetica.
Bonus Casa 2026: aliquote Ecobonus per prima e seconda casa
Uno degli aspetti centrali del Bonus Casa 2026 riguarda le aliquote differenziate in base alla tipologia di immobile:
50% di detrazione per interventi sull’abitazione principale
36% di detrazione per seconde case e altri immobili
Questa distinzione è stata introdotta per incentivare soprattutto l’efficientamento energetico della prima casa.
Dal 2027, salvo proroghe, le aliquote sono destinate a scendere ulteriormente: rimandare i lavori potrebbe significare perdere una parte del beneficio fiscale.
Chi può accedere al Bonus Casa 2026
Possono beneficiare del Bonus Casa 2026 (Ecobonus incluso) tutti i soggetti che sostengono la spesa e hanno un titolo sull’immobile:
proprietari e nudi proprietari
usufruttuari, locatari e comodatari
condomìni (per le parti comuni)
persone fisiche, professionisti e imprese
Condizione fondamentale: il beneficiario deve essere intestatario delle fatture e dei pagamenti ed essere titolare del diritto sull’immobile al momento dell’intervento.
Su quali immobili si applica il Bonus Casa 2026
Il Bonus Casa 2026 si applica solo a edifici esistenti, regolarmente accatastati (o in fase di accatastamento).
Sono ammessi:
immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale
unità immobiliari rurali
Sono esclusi:
immobili di nuova costruzione
interventi su edifici non ancora esistenti dal punto di vista catastale
La finalità del bonus è infatti migliorare il patrimonio edilizio esistente, non incentivare nuove edificazioni.
Bonus Casa 2026: lavori di efficientamento energetico ammessi
Rientrano nel Bonus Casa 2026 – Ecobonus tutti gli interventi che garantiscono un miglioramento reale delle prestazioni energetiche dell’edificio, tra cui:
isolamento termico di pareti, tetti e solai
sostituzione di infissi e serramenti ad alta efficienza
interventi sull’involucro edilizio
installazione di sistemi di regolazione e controllo degli impianti
Ogni intervento deve rispettare i requisiti tecnici e i valori di trasmittanza previsti dalla normativa vigente.
Impianti incentivati dal Bonus Casa 2026
Il Bonus Casa 2026 favorisce in modo particolare gli impianti ad alta efficienza energetica e a fonti rinnovabili, come:
pompe di calore elettriche o ibride
impianti a biomassa (pellet o legna)
solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria
schermature solari (tende, frangisole, persiane tecniche)
Questi interventi sono oggi tra i più richiesti anche in ottica di riduzione dei costi energetici e aumento del valore dell’immobile.
Bonus Casa 2026: interventi esclusi
Dal 2026 sono escluse dal Bonus Casa le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili (gas o gasolio).
Restano ammesse:
soluzioni ibride, solo se integrate con sistemi rinnovabili
Sono inoltre esclusi:
interventi senza requisiti minimi di efficienza
lavori non supportati da corretta documentazione tecnica
Bonus Casa 2026: massimali e limiti di spesa
Per l’Ecobonus incluso nel Bonus Casa 2026 è previsto un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
Nel dettaglio:
prima casa96.000 € → detrazione 50% → massimo detraibile 48.000 €
seconda casa e altri immobili96.000 € → detrazione 36% → massimo detraibile 34.560 €
Le spese che superano il limite non sono detraibili.
A differenza dei bonus del passato, non esistono più massimali specifici per singolo intervento: il plafond di 96.000 € è unico e cumulativo.
Come richiedere il Bonus Casa 2026
Per ottenere correttamente il Bonus Casa 2026 è necessario seguire una procedura precisa:
pagare esclusivamente tramite bonifico parlante
conservare fatture, ricevute, schede tecniche, asseverazioni e APE (se richiesto)
inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori o collaudo
La documentazione va conservata per almeno 5 anni, periodo entro cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli.






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